Passa ai contenuti principali

Frode fiscale milionaria Verona - Arrestati imprenditori e fiancheggiatori

 


I Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Verona, con il supporto dei colleghi partenopei, stanno eseguendo misure cautelari personali, disposte dal GIP del Tribunale di Napoli, nei confronti di 8 indagati ritenuti responsabili di una milionaria frode fiscale, già colpiti dal sequestro preventivo finalizzato alla confisca di oltre 33 milioni di euro, eseguito alla fine di novembre dello scorso anno.

Grazie al coordinamento tra l’European Public Prosecutor’s Officie (EPPO) di Venezia e l’ufficio croato, sono stati avviati interventi investigativi paralleli sul territorio nazionale ed estero. Le evidenze raccolte dai militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Verona hanno permesso di individuare l’esistenza di un contesto criminale con proiezione internazionale, disvelando un’associazione dedita alle frodi IVA nel settore del commercio all’ingrosso di prodotti per la detergenza.

Le complesse attività di indagine, durate oltre un anno, sono scaturite dall’approfondimento di alert individuati su alcune società veronesi e hanno permesso di smascherare un articolato sistema fraudolento basato su società fittiziamente residenti all’estero che acquistavano - senza IVA - beni per la cura della casa e della persona da grossisti italiani (alcuni dei quali scaligeri), per poi cederli solo formalmente a società fantasma dislocate nel territorio campano. Queste ultime, a loro volta, cedevano a società filtro, omettendo il versamento delle imposte. Le cartiere estere, così come tutti i soggetti giuridici coinvolti nei vari passaggi della filiera fraudolenta, venivano gestite in Italia da un’associazione a delinquere con base nel napoletano. Al fine di rendere ulteriormente difficoltosa la riconducibilità dello schema evasivo, gli indagati hanno altresì posto in essere un costante turn over dei soggetti giuridici coinvolti, intestando le partite IVA a teste di legno principalmente nullatenenti.

La fittizia catena di approvvigionamento, resa più complessa dai molteplici passaggi estero su estero, ha permesso un indebito risparmio fiscale di oltre 33 milioni di euro, che ha costituito la base per l’attuazione di strategie commerciali aggressive, attraverso l’immissione nel mercato nazionale di merce a prezzi altamente concorrenziali.

L’Autorità Giudiziaria, condividendo le tesi formulate dai Finanzieri scaligeri, aveva già emesso un provvedimento di sequestro finalizzato alla confisca per un importo complessivo di circa 33,8 milioni di euro. Dopo gli interrogatori preventivi di garanzia, l’A.G. ha ora disposto due arresti con traduzione in carcere nei confronti dei promotori, quattro arresti domiciliari nei confronti dei fiancheggiatori nonché l’obbligo di firma e l’interdizione dall’esercizio dell’impresa per altri due sodali.

La responsabilità degli indagati sarà definitivamente accertata solo all’esito del giudizio con sentenza penale irrevocabile, vigendo la presunzione di non colpevolezza prevista dall’art. 27 della Costituzione.

L’operazione conferma il costante impegno e la stretta sinergia tra la Procura Europea e la Guardia di Finanza nel contrastare ogni forma di illecito economico-finanziario, in danno del bilancio Unionale in grado di arrecare danno alla concorrenza leale e alle imprese sane.

Post popolari in questo blog

Sequestrata pistola e tre arresti per furto di energia

  Comando Provinciale di  Palermo   -   Palermo , 05/01/2026 11:04 I Carabinieri del Comando Provinciale di Palermo, nell’ambito dei servizi di controllo del territorio svolti nei giorni di festa sia in ambito cittadino che provinciale per prevenire la criminalità comune, hanno sequestrato una pistola, arrestato tre persone e denunciato altri due uomini. A Palermo, in via Agesia di Siracusa, nel cuore del quartiere ZEN 2, i militari della locale Stazione Carabinieri, coadiuvati dai colleghi del Nucleo Cinofili di Palermo Villagrazia, hanno rinvenuto una pistola revolver a 5 colpi senza matricola e 169 cartucce calibro 44 magnum. L’arma e le munizioni erano state nascoste all’interno di una cavità ricavata nel sottoscala di un padiglione e sono state individuate grazie al fiuto dell’unità cinofila addestrata alla ricerca di esplosivi. Il materiale è stato sequestrato per i successivi accertamenti balistici, volti a verificare l’eventuale utilizzo delle armi in pregres...

TRAFFICO DI RIFIUTI DA LA SPEZIA IN MAROCCO

http://www.lanazione.it/laspezia/cronaca/2014/04/03/1048257-rifiuti-dogana-sequestro.shtml

Il Generale di Corpo d'Armata della Guardia di Finanza Michele Carbone assume la carica di Direttore della Direzione Investigativa Antimafia (DIA), subentrando al Dirigente Generale di Pubblica Sicurezza Maurizio Vallone

  DIREZIONE INVESTIGATIVA ANTIMAFIA COMUNICATO STAMPA AVVICENDAMENTO AL VERTICE DELLA DIREZIONE INVESTIGATIVA ANTIMAFIA  Il Generale di Corpo d'Armata della Guardia di Finanza Michele Carbone assume la carica di Direttore della Direzione Investigativa Antimafia (DIA), subentrando al Dirigente Generale di Pubblica Sicurezza Maurizio Vallone. Il Generale Carbone, originario di Barletta (BA), arriva alla DIA dopo un proficuo mandato di un anno e due mesi come Comandante Interregionale dell'Italia Meridionale, con sede a Napoli. Durante tale periodo, ha esercitato con successo le funzioni di indirizzo, controllo e coordinamento dei Reparti della Guardia di Finanza, che con circa 10.000 militari operano nelle Regioni Campania, Puglia, Basilicata e Molise. Questi reparti costituiscono la prima linea nel contrasto alla criminalità economico-finanziaria nel nostro Paese. La carriera del Generale Carbone è stata caratterizzata da numerosi incarichi di comando, ognuno dei quali ha contr...