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Terra dei Fuochi: caporalato e trattamento illecito di rifiuti pericolosi, arrestato imprenditore

 


Comando Provinciale di Caserta - Orta di Atella (CE), 21/05/2026 09:26

Un controllo mirato nell’ambito delle attività di contrasto ai reati ambientali e al lavoro sommerso nella Terra dei Fuochi si è trasformato in un intervento che ha portato all’arresto del titolare di un’azienda calzaturiera, alla sospensione dell’attività imprenditoriale e al sequestro di un’area industriale utilizzata per lo stoccaggio illecito di rifiuti speciali pericolosi. Il controllo è stato eseguito nella giornata di ieri, 20 maggio, dai Carabinieri della Stazione di Orta di Atella, impegnati nei servizi straordinari di controllo del territorio, con il supporto del Nucleo Carabinieri Forestale di Marcianise e del Nucleo Ispettorato del Lavoro dei Carabinieri di Caserta. L’accesso ispettivo congiunto presso un opificio del settore calzaturiero ha consentito ai militari dell’Arma di effettuare approfonditi accertamenti sia sotto il profilo della regolarità dei rapporti di lavoro sia in materia di tutela ambientale e sicurezza sui luoghi di lavoro. Le verifiche hanno fatto emergere un quadro particolarmente articolato. Su quattordici lavoratori presenti nell’azienda al momento del controllo, ben nove sono risultati irregolari: sette impiegati senza la preventiva comunicazione di instaurazione del rapporto di lavoro, quindi completamente “in nero”, e altri due privi della prevista copertura assicurativa presso l’INAIL. Parallelamente, i carabinieri hanno rilevato numerose violazioni in materia di sicurezza sul lavoro. Tra le principali contestazioni figurano la mancata formazione dei dipendenti, l’assenza del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR), l’omessa fornitura dei dispositivi di protezione individuale, la mancata sorveglianza sanitaria dei lavoratori, carenze nei requisiti minimi di sicurezza degli ambienti di lavoro e l’insufficiente manutenzione dei macchinari utilizzati nella produzione. Alla luce delle gravi irregolarità riscontrate, è stata disposta l’immediata sospensione dell’attività imprenditoriale. Ma l’aspetto più rilevante dell’operazione riguarda il versante ambientale. Nel corso dell’ispezione, infatti, i Carabinieri Forestali hanno accertato la presenza di consistenti quantitativi di rifiuti speciali pericolosi gestiti e miscelati in violazione delle norme vigenti. Tra i materiali rinvenuti figuravano imballaggi contaminati da sostanze pericolose, residui di colle e solventi utilizzati nei processi produttivi. Secondo quanto accertato, l’esposizione degli scarti agli agenti atmosferici e alle acque meteoriche avrebbe provocato la formazione di rifiuti liquidi altamente inquinanti, aggravando ulteriormente il rischio per l’ambiente circostante. Per tali ragioni, l’intera area interessata e tutti i rifiuti illecitamente stoccati sono stati sottoposti a sequestro penale. Contestualmente i militari dell’Arma hanno proceduto all’arresto in flagranza del titolare dell’azienda, un imprenditore settantaduenne, ritenuto responsabile della gestione e miscelazione illecita di rifiuti speciali pericolosi. Al termine delle formalità di rito, l’uomo è stato posto agli arresti domiciliari presso la propria abitazione, a disposizione dell’Autorità giudiziaria. Complessivamente sono state elevate sanzioni amministrative e penali per circa 112 mila euro. L’attività condotta dai Carabinieri conferma l’attenzione dell’Arma verso la tutela della legalità, della salute dei lavoratori e della salvaguardia ambientale, attraverso controlli integrati capaci di colpire contemporaneamente lavoro irregolare, violazioni in materia di sicurezza e condotte potenzialmente dannose per l’ecosistema.

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