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Rifiuti: sequestrato dal NOE impianto di trattamento nell'avellinese. Due denunciati.

E’ continuata senza soste,
anche nel corso dell’estate, l’azione di controllo dei Carabinieri del Comando Tutela Ambientale per contrastare il fenomeno delle violazioni in materia ambientale presso i principali impianti di trattamento di rifiuti della Provincia. A Calabritto (AV), nell’ambito di una mirata attività d’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Avellino, i Carabinieri del N.O.E. di Salerno nelle ultime settimane hanno avviato una serie di accessi ispettivi presso la locale area industriale con particolare riferimento ad un impianto di stoccaggio e trattamento di rifiuti speciali pericolosi e non, prevalentemente costituiti da ingombranti, vetro, materiali ferrosi, plastica e gomma esteso su una superficie di circa 20.000 mq. Le ricognizioni hanno consentito di individuare gravi ed attuali violazioni delle prescrizioni imposte nei titoli autorizzativi riferite alla gestione non consentita di rifiuti speciali non pericolosi prodotti dal trattamento meccanico. Nel corso delle verifiche è emersa inoltre l’assenza della certificazione antincendio in quanto scaduta di validità da circa 2 anni. All’esito degli accertamenti, che hanno consentito il deferimento in stato di libertà del legale rappresentante della società gerente con sede legale in provincia di Napoli e del responsabile tecnico dell’impianto, il Gip del Tribunale di Avellino ha emesso un decreto di sequestro preventivo dell’intero impianto di trattamento di rifiuti, che è stato affidato in custodia al legale rappresentante.

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LE MINACCE DI MAFIA A SALVO PALAZZOLO DEVONO FARCI RIFLETTERE di Giuseppe Lumia

Non sono le solite minacce, che comunque sono sempre gravi e non vanno mai sottovalutate soprattutto quando provengono dalla mafia.

Salvo Palazzolo ha messo  in evidenza che in un quartiere popolare di Palermo, famoso ahimè nel mondo, lo Zen, sono state distribuite derrate alimentari da parte di un certo Cusumano, il cui fratello era stato già coinvolto in fatti di mafia. Si tratta di tutto un mondo legato ai Lo Piccolo, che esercitano ancora il loro dominio su diversi  mandamenti mafiosi.

Perché c’è da rifletterci sopra? Perché per la mafia è decisivo mantenere un suo perverso sistema di welfare sociale, non per dispensare beneficenza o diritti ma per esercitare un dominio potente e soffocante.

Cambiano i capi, si alternano le leadership, da Riina e Provenzano a Matteo Messina Denaro e ai giovani come i rampolli dei Greco, ma per loro è sempre indispensabile tenere sotto i tacchi la vita quotidiana di chi soffre ed è in difficoltà reale.

Questo consente ai boss di mantenere in piedi…

PIERA AIELLO: È UN ONORE ESSERE TRA LE 100 DONNE DEL 2019

Con grande onore sono stata inserita nel programma della BBC  “100 women of 2019” dove hanno partecipato anche  donne vincitrici del premio Nobel. Ringrazio la BBC e dedico questa nomination alla mia famiglia, a Rita Atria e a Paolo Borsellino, persone a me care che mi hanno permesso di essere la donna che sono oggi.

MATTARELLA 40 ANNI DOPO. HA ANCORA SENSO FARE MEMORIA PERCHÉ ATTUALISSIMO E PERCHÉ LA VERITÀ NON È VENUTA FUORI di Giuseppe Lumia

Dall’omicidio di Piersanti  Mattarella sono passati ben 40 anni. Non sono pochi. L’oblio per anni aveva preso il sopravvento. Adesso bisogna ritornarci, ritornarci con rigore  e capire di più e consegnare così alle nuove generazioni una memoria di Mattarella potente, potremmo dire “pericolosa” perché non scontata, burocratizzata, addomesticata ma viva, dinamica che vuole il cambiamento e vuole ispirare chi intende liberarsi dalla mafia e dal  suo sistema di relazioni.

Il Leader politico e il Presidente della Regione Mattarella aveva ben tre muri da abbattere per realizzare il suo sogno di cambiamento:

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