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Operazione Icaro - fallimenti per oltre 40 milioni di euro

 Torino, 17 febbraio 2021

Operazione Icaro - fallimenti per oltre 40 milioni di euro

Comando Provinciale Torino

Dalle prime ore della mattinata, nel corso dell’operazione “ICARO”, coordinata dalla Procura della Repubblica di Torino nella persona del Sostituto Procuratore – dott. Ciro Santoriello, oltre 50 militari del Nucleo di polizia economico-finanziaria Torino, al termine di complesse indagini in materia di reati fallimentari, stanno dando esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa del G.I.P. di Torino – dott.ssa Mariafrancesca Abenavoli, nei confronti di 3 imprenditori, in relazione a fallimenti con passivi per oltre 40 milioni di euro, procedendo contestualmente a numerose perquisizioni in Torino, Forte dei Marmi, La Spezia, Massa Carrara, Milano, Pescara e Roma.

Le attività in rassegna attengono ad una pluralità di fatti di bancarotta, riguardanti 3 società collegate tra loro, tutte operanti nel settore imprenditoriale della stampa di quotidiani e settimanali di primaria importanza nazionale.

Nel complesso, il passivo fallimentare accumulato dalle fallite supera 40 milioni di euro.

Secondo le prospettazioni accusatorie, gli imprenditori, noti nel campo delle ristrutturazioni d’impresa, avrebbero dapprima realizzato una riorganizzazione degli assetti societari finalizzata ad accentrare tutta la crisi su una società, quindi svuotato dei beni le società collegate, già fortemente indebitate, lasciandole prive di prospettive e con patrimoni netti negativi e ritardando il momento di emersione della crisi.

Le irregolarità commesse sono risultate tali da non consentire ad una primaria società di revisione di attestare i bilanci, in quanto ritenuti non redatti con chiarezza, non rappresentanti in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale e finanziaria e il risultato economico e, ancora, compilati nel presupposto di continuità aziendale pur in presenza di rilevanti incertezze in ordine alla possibilità di prosecuzione imprenditoriale.

A fronte di ciò, gli indagati, piuttosto che avviare le procedure di fallimento, avrebbero ulteriormente aggravato il dissesto, proponendo al Tribunale di Torino istanza di ammissione alla procedura del concordato preventivo e indicando nel piano concordatario, quali asset utili a soddisfare i creditori, un immobile – risultato poi gravato da ipoteca – e delle fideiussioni inesigibili, rilasciate da una società non autorizzata a tale attività.

Alla luce di tutte le gravi condotte emerse dalle investigazioni, il magistrato inquirente ha richiesto l’applicazione di misure cautelari personali nei confronti dei 3 indagati ritenuti essere gli ideatori ed i principali esecutori del complesso dei reati disvelati dalle indagini.

Con l’operazione odierna, oltre a dare esecuzione alle misure cautelari ordinate dal G.I.P., sono state eseguite numerose perquisizioni riguardanti una ventina di società del gruppo imprenditoriale. Tra i destinatari dei provvedimenti figurano anche noti professionisti che avrebbero reso pareri e assistito gli indagati nella predisposizione dei piani di ristrutturazione aziendale e di ammissione a procedure concordatarie.

Ad uno di questi, tra l’altro, è stato notificato anche l’avviso di conclusione delle indagini relative ad ulteriori reati fallimentari che sarebbero stati commessi, con il medesimo modus operandi, nell’ambito di un diverso fallimento, oggetto di separate investigazioni.

Le attività odierne si collocano nell’ambito delle azioni volte alla ricerca e repressione degli illeciti di natura economico-finanziaria, tutelando al contempo un mercato pienamente concorrenziale e i legittimi creditori delle società fallite.

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