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Latina: estorsioni, droga e omicidio, 19 arresti

 Omicidio, estorsioni e traffico di stupefacenti è l’accusa nei confronti di 19 persone esponenti e fiancheggiatori delle famiglie malavitose Di Silvio e Travali, arrestati dalla Squadra mobile di Latina.

Sono 18 le persone finite in carcere ed una agli arresti domiciliari.

Gli arresti sono stati effettuati, questa mattina, a conclusione di un’indagine della Squadra mobile di Latina e del Servizio centrale operativo (Sco) della Direzione centrale anticrimine, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Roma.

Tutti gli indagati sono accusati di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, aggravata dal metodo mafioso, numerose estorsioni ed un omicidio, aggravato dalla finalità di agevolazione mafiosa.

L’indagine nasce da alcune testimonianze di collaboratori di giustizia e segue quella portata a termine nel 2015 denominata “Don’t Touch”.

Con queste nuovi approfondimenti è emerso che l’organizzazione si avvaleva di quattro fornitori principali che nel tempo hanno permesso al gruppo Travali di monopolizzare il traffico di droga nel capoluogo pontino.

Gli investigatori sono riusciti ad individuare alcuni componenti del gruppo che fungevano sia da corrieri durante l’approvvigionamento della droga sia da pusher durante la distribuzione al minuto nelle piazze di spaccio; inoltre è emerso l'azione intimidatoria e violenta che gli indagati adottavano per imporre la propria presenza sui luoghi frequentati da altri spacciatori.

Le indagini hanno poi riscontrato la commissione di almeno 18 episodi estorsivi che hanno mostrato l’utilizzo di un metodo tipicamente mafioso, caratterizzato dalla minaccia di ritorsioni, dal riferimento esplicito ad un clan di appartenenza, dall’affermazione di un controllo del territorio da cui deriva il potere di imporre il “pizzo”, anche con le armi.

Le ultime investigazioni hanno rivelato, infine, anche la commissione dell’omicidio di Nicolas Adrian Giuroiu, un cittadino rumeno, assassinato a Latina nel 2014, avvenuto per una specifica finalità, ovvero quella di mostrare all’esterno la forza criminale del gruppo che disponeva di uomini e di armi ed era in grado di agire anche in azioni criminali di maggior rilievo.



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