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Palermo: mafia e spaccio di droga, confiscati beni per 2 milioni


 Roma, 31 lug. (LaPresse) - I carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Palermo hanno dato esecuzione a tre provvedimenti emessi dal Tribunale di Palermo - Sezione Misure di Prevenzione: il primo provvedimento ha riguardato la confisca di beni, già sottoposti a sequestro nell'ottobre del 2024, riconducibili al 63enne Stefano Bologna; con gli altri due provvedimenti, dichiarati irrevocabili rispettivamente con sentenza della Corte di Cassazione e della Corte di Appello di Palermo, sono stati confiscati definitivamente i beni, già sottoposti a sequestro, riconducibili a Tommaso Di Giovanni, di 59 anni, ed a Nicolò Testa, deceduto nel 2023. Bologna era stato arrestato nell'ambito dell'operazione "Nemesi", perché ritenuto responsabile di cessioni di hashish e marijuana, riportando una condanna a 2 anni e 8 mesi di reclusione. L'indagine aveva delineato l'esistenza di un'organizzazione criminale dedita al traffico di sostanze stupefacenti operante nel quartiere Sperone di Palermo. Il valore complessivo della confisca è di circa 500mila euro. Di Giovanni era stato coinvolto nell'operazione "Atena", con l'accusa di aver diretto, insieme ai fratelli, il mandamento mafioso di Porta Nuova, venendo condannato in via definitiva ad anni 15 e mesi 6 di reclusione. Il valore complessivo della confisca è di circa 700mila euro: Nicolò Testa era stato tratto in arresto, nel 2015, nell'operazione "Panta Rei" con l'accusa di aver retto la famiglia mafiosa di Bagheria e ancor prima era emerso come fosse stato interessato nella gestione della latitanza di Bernardo Provenzano. Il valore dei beni confiscati in questo caso è di circa 800mila euro.

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