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Rifiuti: discarica in azienda agricola, sequestrata dal Noe

I Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Catania – collaborati dai militari del XII° Nucleo Elicotteri di Catania – nel corso dei servizi predisposti per il contrasto alla realizzazione di nuove discariche abusive, hanno sequestrato nel Siracusano una vasta area di circa 27.000 mq. ove erano in corso attività di demolizione non autorizzate e deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Siracusa 4 persone, responsabili penalmente di Gestione illecita di rifiuti e costituzione di discarica abusiva. I militari del NOE, supportati da unità in sorvolo sull’area interessata ai controlli, sono intervenuti all’interno di un’azienda agricola posta nelle campagne di Augusta (SR), ove si stavano eseguendo abusivamente lavori di smantellamento di magazzini in disuso, i cui muri, pavimenti, tetti e strutture varie, dopo essere stati caricati su un camion, venivano trasportati e riversati all’interno di un grosso scavo di circa 500 mq. che era stato effettuato in un’area sita poco distante, all’interno della stessa azienda. Notevole il quantitativo di rifiuti speciali pericolosi e non, rinvenuti all’interno dello scavo abusivo, costituiti da materiali da costruzione e residui da demolizione, legno, ferro, plastica nonché, dispersi nei terreni circostanti, frammenti di lastre in cemento - amianto (eternit), verosimilmente provenienti da coperture dei vecchi tetti e dal potenziale altamente contaminante. Denunciati il proprietario dell’area, il gestore di fatto della stessa nonché due dipendenti della ditta di movimento terra incaricata dei lavori. Poste sotto sequestro, oltre alle aree interessate dalle demolizioni e dai depositi illeciti, anche un escavatore ed un autoarticolato utilizzati per gli scavi ed il trasporto dei rifiuti.

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LE MINACCE DI MAFIA A SALVO PALAZZOLO DEVONO FARCI RIFLETTERE di Giuseppe Lumia

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Salvo Palazzolo ha messo  in evidenza che in un quartiere popolare di Palermo, famoso ahimè nel mondo, lo Zen, sono state distribuite derrate alimentari da parte di un certo Cusumano, il cui fratello era stato già coinvolto in fatti di mafia. Si tratta di tutto un mondo legato ai Lo Piccolo, che esercitano ancora il loro dominio su diversi  mandamenti mafiosi.

Perché c’è da rifletterci sopra? Perché per la mafia è decisivo mantenere un suo perverso sistema di welfare sociale, non per dispensare beneficenza o diritti ma per esercitare un dominio potente e soffocante.

Cambiano i capi, si alternano le leadership, da Riina e Provenzano a Matteo Messina Denaro e ai giovani come i rampolli dei Greco, ma per loro è sempre indispensabile tenere sotto i tacchi la vita quotidiana di chi soffre ed è in difficoltà reale.

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MATTARELLA 40 ANNI DOPO. HA ANCORA SENSO FARE MEMORIA PERCHÉ ATTUALISSIMO E PERCHÉ LA VERITÀ NON È VENUTA FUORI di Giuseppe Lumia

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