Passa ai contenuti principali

Bancarotta fraudolenta e autoriciclaggio Rovigo - Sequestro preventivo e per equivalente per circa 800 mila euro

 


Il Procuratore della Repubblica di Rovigo Dott.ssa Manuela Fasolato comunica unitamente al Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Rovigo, stante la rilevanza pubblica della notizia in rapporto alla comunità territoriale e per una corretta informazione, che a seguito di laboriose e complesse indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Rovigo e delegate al locale Gruppo della Guardia di Finanza, è stata richiesta e ottenuta dalla Procura della Repubblica di Rovigo una ordinanza di misura cautelare reale di sequestro preventivo, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Rovigo, la cui esecuzione è stata delegata dalla Procura di Rovigo alla Guardia di Finanza di Rovigo ed eseguita il 21 gennaio 2026 ; misura con la quale è stato disposto il sequestro preventivo diretto e nella forma per equivalente per circa 800 mila euro, finalizzato alla confisca del prezzo e del profitto dei reati di bancarotta fraudolenta e autoriciclaggio contestati in ipotesi accusatoria a tre indagati:

1) C.E. del 1965, residente a Rovigo, in ipotesi accusatoria responsabile di concorso in bancarotta fraudolenta ex artt. 322, comma 1 lett. a) e b), 329, comma 1 lett b) e comma 2 lett. b) D.Lgs. 14/2019 (C.C.I.I.: Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza) e autoriciclaggio ex art. 648-ter.1 c.p., quale amministratore di diritto o di fatto di numerose società facenti parte di un medesimo “gruppo” d’imprese;

2) B.C. del 1970, residente a Rovigo, in ipotesi accusatoria responsabile di concorso in bancarotta fraudolenta ex artt. 322, comma 1 lett. a) e b), 329, comma 1 lett b) e comma 2 lett. b) D.Lgs. 14/2019 (C.C.I.I.: Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza) e autoriciclaggio ex art. 648-ter.1 c.p., quale amministratore di diritto o di fatto di numerose società facenti parte di un medesimo “gruppo” d’imprese;

3) C.M. del 2000, residente a Rovigo, in ipotesi accusatoria responsabile di concorso in bancarotta fraudolenta ex artt. 322, comma 1 lett. a), 329, comma 2 lett. b) D.Lgs. 14/2019 (C.C.I.I.: Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza) e autoriciclaggio ex art. 648-ter.1 c.p., quale amministratore di diritto o di fatto di numerose società facenti parte di un medesimo “gruppo” d’imprese.

Sempre su disposizione della Procura della Repubblica di Rovigo, in contemporanea all’esecuzione in data 21 gennaio c.m. della misura cautelare reale, è stata delegata alla suddetta Guardia di Finanza di Rovigo l’esecuzione di decreti di perquisizione locale e personale nei confronti dei soggetti indagati, finalizzata alla ricerca di cose pertinenti ai reati ipotizzati.

Il dispositivo operativo predisposto dai reparti dipendenti dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Rovigo, col supporto dei reparti territorialmente competenti, constava di complessive sei pattuglie, con l’ulteriore ausilio di unità cinofila “cash dog” del Gruppo di Tessera, che hanno operato in provincia di Rovigo, ove sono state effettuate le perquisizioni locali delegate in abitazioni e studi di consulenza aziendale.

In particolare, l’approfondita attività d’indagine delegata dalla Procura della Repubblica di Rovigo agli investigatori polesani del Corpo ha consentito di ricostruire - in ipotesi accusatoria - la vicenda nei termini che seguono: il procedimento penale origina dalla richiesta di liquidazione giudiziale avanzata dalla Procura della Repubblica di Rovigo nei confronti di due S.R.L. rodigine operanti nel settore dell’elaborazione contabile e della consulenza aziendale, con enormi debiti accumulati nei confronti dell’Erario per mancato pagamento delle imposte. Le due società fanno parte di un nutrito “gruppo” d’imprese riconducibili al controllo – di diritto o di fatto – di una famiglia (padre, madre e figlio) composta da tre professionisti rodigini che, a fronte del sistematico indebitamento nei confronti dell’Erario, dimostravano un tenore di vita molto elevato, con noleggio di autovetture di grossa cilindrata con costi a carico delle società e con utilizzo di carte di credito ricaricabili aziendali per l’acquisto anche di beni di lusso. Per tentare di sfuggire alle pretese dell’Erario e ad eventuali responsabilità penali, in ipotesi accusatoria gli indagati hanno ceduto a terzi la proprietà delle quote di una prima S.R.L., trasferendone fittiziamente la sede a Roma e cedendo l’intero “portafoglio clienti” alla seconda S.R.L. - successivamente costituita - che ha così proseguito l’attività. Successivamente, i tre consulenti rodigini hanno elaborato, in ipotesi accusatoria, un vero e proprio modus operandi finalizzato a proseguire l’attività economica senza pagare imposte, addossando di volta in volta ad una c.d. bad company amministrata da terzi il crescente debito accumulato nei confronti dell’Erario, creando così un vero e proprio “gruppo”, con oltre 30 società attive prevalentemente nel settore della elaborazione contabile, della consulenza aziendale e nel settore immobiliare, le cui sedi operative - dopo aver accumulato ingenti debiti verso l’Erario per complessivi 11 milioni di euro - venivano fittiziamente trasferite a Roma al fine di:

- aumentare la possibilità che le stesse sfuggissero ad eventuali controlli del Fisco, stante le migliaia di partite IVA attive nella capitale;

- sfruttare il combinato disposto delle norme del Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza e del Codice Civile, per prevenire eventuali contestazioni penali di bancarotta fraudolenta: poiché il presupposto di tale reato è la liquidazione giudiziale dichiarata da parte del Tribunale competente, liquidazione che deve essere aperta entro un anno dalla cessazione dell’attività del debitore, sfruttando la norma del Codice Civile che prevede come una società - che non presenta bilanci per tre anni consecutivi - deve essere cancellata automaticamente dal registro delle imprese, gli indagati confidavano di poter sfuggire più facilmente anche all’attivazione di eventuali procedure concorsuali.

Le ricostruzioni investigative della Fiamme Gialle sono state effettuate attraverso l’approfondimento delle segnalazioni di operazioni sospette (ss.oo.ss.) relative a varie persone fisiche e giuridiche, l’esecuzione di accertamenti bancari delegati e di mirate attività di osservazione, controllo e pedinamento, nonché attraverso perquisizioni e sequestri delegati dalla Procura della Repubblica di Rovigo, con l’acquisizione di ingente materiale probatorio.

Ai tre indagati sono contestati - in ipotesi accusatoria - numerosi fatti di bancarotta fraudolenta nonché l’autoriciclaggio in attività economiche, finanziarie, imprenditoriali o speculative dei proventi illeciti.

All’esito dell’esecuzione dell’ordinanza di misura cautelare reale e delle perquisizioni delegate dalla Procura della Repubblica di Rovigo, la Guardia di Finanza polesana ad oggi ha sottoposto a vincolo cautelare:

- orologi ed altri beni di lusso;

- una prestigiosa villa singola con piscina sita presso l’Isola di Albarella;

- disponibilità economiche giacenti presso rapporti bancari/finanziari.

Il procedimento è in fase di indagine preliminare. La responsabilità penale può essere provata solo con sentenza passata in giudicato perché vige la presunzione di innocenza.


Post popolari in questo blog

Sequestrata pistola e tre arresti per furto di energia

  Comando Provinciale di  Palermo   -   Palermo , 05/01/2026 11:04 I Carabinieri del Comando Provinciale di Palermo, nell’ambito dei servizi di controllo del territorio svolti nei giorni di festa sia in ambito cittadino che provinciale per prevenire la criminalità comune, hanno sequestrato una pistola, arrestato tre persone e denunciato altri due uomini. A Palermo, in via Agesia di Siracusa, nel cuore del quartiere ZEN 2, i militari della locale Stazione Carabinieri, coadiuvati dai colleghi del Nucleo Cinofili di Palermo Villagrazia, hanno rinvenuto una pistola revolver a 5 colpi senza matricola e 169 cartucce calibro 44 magnum. L’arma e le munizioni erano state nascoste all’interno di una cavità ricavata nel sottoscala di un padiglione e sono state individuate grazie al fiuto dell’unità cinofila addestrata alla ricerca di esplosivi. Il materiale è stato sequestrato per i successivi accertamenti balistici, volti a verificare l’eventuale utilizzo delle armi in pregres...

ANCORA CONTROLLI DELLA TASK FORCE COORDINATA DALLA POLIZIA DI STATO NELLE STALLE E NEGLI ALLEVAMENTI: DENUNCIATO UN UOMO PER MALGOVERNO DI ANIMALI E SEQUESTRATO UN CAVALLO. SOTTOPOSTO A SEQUESTRO SANITARIO ANCHE UN INTERO ALLEVAMENTO DI ANIMALI A VACCARIZO A CATANIA

  La Polizia di Stato ha denunciato per malgoverno di animali un catanese di 50 anni e ha sequestrato un cavallo maltrattato, affidandolo in giudiziale custodia. Nell’ambito dei controlli che vengono effettuati ogni settimana per la prevenzione e la repressione del fenomeno delle corse e della macellazione clandestina, i poliziotti della Squadra a Cavallo della Questura di Catania, unitamente ai medici del Dipartimento di Prevenzione – Servizio Veterinari – dell’Asp di Catania, hanno proceduto al controllo di una stalla in via Castromarino, in pieno centro storico. I poliziotti hanno rintracciato il proprietario del fatiscente box abusivo, che era stato adibito a stalla, priva di acqua e luce, al cui interno vi era un cavallo in evidenti condizioni di maltrattamento. L’equide era molto sporco e maleodorante, in condizioni igienico sanitarie estremamente precarie, senza cibo e acqua sufficienti, ed il box non aveva alcuna apertura per l’areazione degli ambienti. Unitamente ai polizi...

SINTESI RAPPORTO MAFIA IN TOSCANA DELLA FONDAZIONE CAPONNETTO

SINTESI Presentazione: Piero Grasso, Presidente del Senato "...Oggi, come Presidente del Senato, sono chiamato a un ruolo di garanzia che mi impedisce di entrare nel vivo del procedimento di formazione della legge e persino di votare le leggi. Ma non per questo ho rinunciato alla lotta per la legalità e la giustizia. È questo un obiettivo al quale tutti dobbiamo contribuire, con un rinnovato impulso etico e una ancora maggiore conoscenza tecnica del fenomeno. Sono certo che questo Rapporto, straordinariamente innovativo nella sua capacità di analizzare le infiltrazioni mafiose, sarebbe piaciuto ad Antonino Caponnetto, eroe simbolo di questa lotta... Il suo coraggio, la sua forza, la sua capacità di creare armonia e affiatamento nel lavoro sono ora la linfa vitale dellaFondazione che porta il suo nome, impegnata in prima linea contro la criminalità organizzata, in particolare attraverso la costante opera di formazione e sensibilizzazione rivolta ai giovani, i futuri c...