Passa ai contenuti principali

Misure di prevenzione – confiscati i beni ad Alamia Francesco Paolo - “Braccio destro” di Vito Ciancimino

Palermo, 20 dicembre 2018
Misure di prevenzione – confiscati i beni ad Alamia Francesco Paolo - “Braccio destro” di Vito Ciancimino Comando Provinciale Palermo I finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Palermo, coordinati dalla Procura della Repubblica di Palermo, in esecuzione di un provvedimento emesso dal Tribunale di Palermo - Sezione I Penale Misure di Prevenzione, hanno notificato la confisca nei confronti del noto costruttore e immobiliarista Francesco Paolo ALAMIA, originario di Villabate (PA) di numerosi immobili e terreni, imprese, rapporti finanziari (con disponibilità liquide pari a circa 900 mila euro) e autovetture, per un valore complessivo di oltre 15 milioni di euro. L’attività di indagine è stata condotta di finanzieri del GICO, al quale è stata affidata dalla Procura della Repubblica di Palermo – Sezione misure di Prevenzione, che nell’arco di tre anni hanno sottoposto al setaccio atti giudiziari e informazioni patrimoniali, che riguardano un arco temporale di oltre 50 anni. La ricostruzione operata dai giudici della Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale, sulla base degli accertamenti effettuata dai finanzieri, ha consentito di riscrivere una parte della storia economica, imprenditoriale e politica del Paese. È stato necessario, infatti, assumere le dichiarazioni di decine di collaboratori di giustizia, rianalizzare gli esiti processuali del processo sulla c.d. “trattativa” così come quelli della vicenda collegata all’immobiliare INIM, coinvolta nella speculazione edilizia di Peschiera Borromeo (MI) e a decine di fallimenti, per ottenere una visione di insieme di fatti accaduti anche grazie a quello che i giudici definiscono il “silenzio garantito dalle lungaggini processuali”, su un soggetto che lo stesso Paolo Borsellino nel 1992, ad una domanda del giornalista Zagdun, diceva sapere in affari con Vito Ciancimino. Pur non essendo mai stato condannato per reati di associazione mafiosa, ALAMIA Francesco Paolo è considerato negli anni ’70 e ’80 socio e prestanome di Vito CIANCIMINO, nonché imprenditore di riferimento di PROVENZANO e RIINA, socio di Marcello DELL’UTRI e in contatto con mafiosi del calibro di Antonino CINÀ, Saro RICCOBONO, Salvatore MICALIZZI. Considerato “vicino” ad uno dei più spietati killer di Ciaculli, Pino GRECO detto “scarpuzzedda”, ALAMIA, all’epoca definito “oscuro ragioniere di Villabate”, fu l’azionista di controllo e il rappresentante legale della storica “INIM - Internazionale Immobiliare S.p.A.”, costituita a Palermo nel 1976 e poi trasferita a Milano, allora considerata potenzialmente “il terzo gruppo italiano in campo immobiliare”. Tale società si occupò dell’acquisto di grandi aziende fallite (e dei relativi pregiati terreni, resi edificabili) in Lombardia, Piemonte e Lazio, allo scopo di preordinare grandi operazioni di speculazione immobiliare ad alto tasso d’utile. Nell’operazione DELL’UTRI fungeva da mediatore tra l’imprenditoria milanese e la mafia, mentre ALAMIA ne rappresentava gli interessi. Gli stessi indagati e/o coimputati Filippo Alberto RAPISARDA, Rocco Remo MORGANO, Gioacchino PENNINO e CANNELLA Tullio, indicavano l’ALAMIA quale soggetto vicino a Cosa Nostra pur non essendo formalmente affiliato. Alberto RAPISARDA, soggetto già coinvolto con ALAMIA nel processo sul fallimento della Venchi Unica – storica azienda alimentare piemontese – per sfuggire ad un mandato di cattura era stato ospitato in Venezuela dal clan Caruana-Cuntrera. Come ricostruito dal G.I.C.O. del Nucleo Pef di Palermo, nei confronti di Francesco Paolo ALAMIA rilevano le dichiarazioni rese dai collaboratori nell’ambito delle indagini relative alla scomparsa dell’imprenditore Antonio MAIORANA e di suo figlio, avvenuta nell’agosto del 2007. All’indomani della scomparsa, l’attenzione degli investigatori veniva rivolta nel mondo in cui aveva sempre gravitato il MAIORANA, ovvero, ancora una volta, proprio quello delle iniziative edilizie portate avanti dall’ALAMIA con l’appoggio di CIANCIMINO: si tratta della realizzazione, in pieno periodo del c.d. “sacco di Palermo”, di numerosi complessi immobiliari (quelli ubicati in via Roccaforte, in via Empedocle Restivo, in via Duca della Verdura, in viale Regione Siciliana, in via Scobar, in via Platen, in Piazza Principe di Camporeale, in via Lulli, in piazza Verdi), delle ville di contrada Inserra, ma anche della Baia degli Emiri a Cefalù (PA), oltre a numerose altre costruzioni sparse per la provincia. Le società che cambiavano il volto alla città, secondo il meccanismo riscostruito dagli investigatori, svanivano in poco tempo nel nulla, senza versare soldi alle casse dello Stato o finendo coinvolte nei vari fallimenti del “gruppo Alamia”, arricchendo l’ingegnere di Villabate e la mafia. Le attività di indagine, cui fa riferimento il provvedimento di confisca notificato dalla Guardia di Finanza, rientrano nella strategia adottata dalla Procura della Repubblica di Palermo per rinvenire le ricchezze accumulate dalla mafia corleonese ed i soggetti a questa vicini negli anni, facendole così assumere al patrimonio dello Stato.

Post popolari in questo blog

Truffa del "Finto Medico": con la scusa di una visita di controllo raggirano anziana

  Comando Provinciale di  Reggio Emilia   -   Reggio Emilia , 21/11/2025 13:42 Nonostante i continui inviti a diffidare dagli estranei ad opera dei carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Emilia - che al riguardo hanno anche più volte ricordato i consigli della campagna antitruffa “Non aprite quella porta” – non si fermano i truffatori che con pretestuose richieste o controlli raggirano e derubano gli anziani dei loro averi. Proprio questo è accaduto il 20 novembre scorso a Reggiolo, quando due uomini intorno alle 13:00 circa, suonavano al citofono di casa di un’anziana 81enne, e qualificandosi come operatori sanitari, riferivano all’anziana donna che le avrebbero dovuto effettuare una visita domiciliare. I due falsi operatori sanitari dunque, avuto accesso all’abitazione, con artifizi e raggiri, si impossessavano di due collanine in oro di grande valore affettivo, custodite su un mobile della cucina, e successivamente si dileguavano immediatamente. L’anziana d...

Sicurezza: controllo del territorio, denunce e sequestri in Sicilia

  Comando Provinciale di  Palermo   -   Misilmeri (PA) , 09/09/2025 09:39 I Carabinieri della Stazione di Misilmeri, coadiuvati dai colleghi della Sezione Radiomobile della Compagnia e delle Stazioni di Godrano e Mezzojuso, hanno svolto un servizio straordinario di controllo del territorio inserito in un più ampio contesto di attività, volte a garantire la sicurezza e la legalità nel territorio misilmerese, finalizzato alla prevenzione dell’illegalità diffusa. Complessivamente, sono state denunciate in stato di libertà 7 persone accusate a vario titolo di furto aggravato, violazione colposa di doveri inerenti alla custodia di cose sottoposte a sequestro ed evasione. In particolare: - 5 persone di età compresa tra i 38 ed 85 anni, sono state deferite per furto di energia elettrica; i tecnici dell’Enel in ausilio ai militari, hanno accertato diversi allacci abusivi diretti alla rete di E-Distribuzione; - 1 uomo di 32 anni, già noto alle forze di polizia, è stato denunc...

Milano Fashion Week: controlli e arresti della Polizia di Stato

  La Polizia di Stato a Milano ha arrestato per furto aggravato in concorso tre cittadine bulgare, rispettivamente di 24,25 e 26 anni, due cittadini cileni di 26 e 31 anni e, per il medesimo reato, ha indagato in stato di libertà un cittadino algerino di 20 anni, un cittadino belga 31enne e un cittadino francese di 33 anni. Nel pomeriggio di giovedì 25 settembre, gli agenti della sezione antiborseggio della Squadra Mobile milanese, in occasione della “Milano Fashion Week”, durante un servizio finalizzato al contrasto dei reati predatori, hanno notato tre donne che stavano entrando all’interno della Galleria Vittorio Emanuele le quali prestavano attenzione i vari oggetti ed effetti personali delle persone e dei numerosi turisti presenti. Dopo essersi scambiate dei cenni d’intesa, il gruppo si è diretto verso un atelier della galleria dove, anche per via della presenza di un noto gruppo musicale coreano, l’ingresso era gremito di persone. Nella circostanza, approfittando di un moment...