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Rifiuti elettronici ex Asl in Nigeria, sequestrato container Firenze, Noe denuncia 3 persone per traffico illecito


Nell’ambito del contrasto al traffico illecito di rifiuti i militari del NOE di Firenze a conclusione di una mirata attività preventiva hanno intercettato e posto sotto sequestro un container pronto per essere illegalmente spedito in Nigeria, all’interno del quale, era stivato un ingente quantitativo di rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, illecitamente raccolti in Toscana e nel resto del territorio nazionale, per un valore stimato di circa 300 mila euro. Tre le persone identificate e deferite in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria: due cittadini italiani, titolari di imprese individuali che, sprovvisti di qualsiasi autorizzazione, reperivano e raccoglievano apparecchiature elettriche ed elettroniche fuori uso e completamente inservibili - principalmente strumentazioni elettromedicali, lavatrici, frigoriferi, stampanti e computer risultati essere materiali dichiarati fuori uso da aziende sanitarie locali italiane -, ed un venditore ambulante di origini nigeriane, ma stabilmente residente in Italia, incaricato di curare, con l’aiuto di connazionali in corso di identificazione, l’illecito smaltimento del “prezioso” carico, estraendo con gravi danni all'ambiente e alla salute umana, metalli preziosi mediante fusione ad alte temperature. Recuperate, in occasione del sequestro, anche le false dichiarazioni degli esportatori, che attestavano il trasporto di semplici masserizie, al fine di eludere i controlli delle autorità doganali.

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LE MINACCE DI MAFIA A SALVO PALAZZOLO DEVONO FARCI RIFLETTERE di Giuseppe Lumia

Non sono le solite minacce, che comunque sono sempre gravi e non vanno mai sottovalutate soprattutto quando provengono dalla mafia.

Salvo Palazzolo ha messo  in evidenza che in un quartiere popolare di Palermo, famoso ahimè nel mondo, lo Zen, sono state distribuite derrate alimentari da parte di un certo Cusumano, il cui fratello era stato già coinvolto in fatti di mafia. Si tratta di tutto un mondo legato ai Lo Piccolo, che esercitano ancora il loro dominio su diversi  mandamenti mafiosi.

Perché c’è da rifletterci sopra? Perché per la mafia è decisivo mantenere un suo perverso sistema di welfare sociale, non per dispensare beneficenza o diritti ma per esercitare un dominio potente e soffocante.

Cambiano i capi, si alternano le leadership, da Riina e Provenzano a Matteo Messina Denaro e ai giovani come i rampolli dei Greco, ma per loro è sempre indispensabile tenere sotto i tacchi la vita quotidiana di chi soffre ed è in difficoltà reale.

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PIERA AIELLO: È UN ONORE ESSERE TRA LE 100 DONNE DEL 2019

Con grande onore sono stata inserita nel programma della BBC  “100 women of 2019” dove hanno partecipato anche  donne vincitrici del premio Nobel. Ringrazio la BBC e dedico questa nomination alla mia famiglia, a Rita Atria e a Paolo Borsellino, persone a me care che mi hanno permesso di essere la donna che sono oggi.

MATTARELLA 40 ANNI DOPO. HA ANCORA SENSO FARE MEMORIA PERCHÉ ATTUALISSIMO E PERCHÉ LA VERITÀ NON È VENUTA FUORI di Giuseppe Lumia

Dall’omicidio di Piersanti  Mattarella sono passati ben 40 anni. Non sono pochi. L’oblio per anni aveva preso il sopravvento. Adesso bisogna ritornarci, ritornarci con rigore  e capire di più e consegnare così alle nuove generazioni una memoria di Mattarella potente, potremmo dire “pericolosa” perché non scontata, burocratizzata, addomesticata ma viva, dinamica che vuole il cambiamento e vuole ispirare chi intende liberarsi dalla mafia e dal  suo sistema di relazioni.

Il Leader politico e il Presidente della Regione Mattarella aveva ben tre muri da abbattere per realizzare il suo sogno di cambiamento:

1) Il muro di Cosa Nostra. Un muro consolidato e costruito in due secoli di penetrazione nella società, nell’economia e nella politica. La Democrazia Cristiana scelse nel dopoguerra di andare a patti con la mafia in funzione anti-sinistra dopo che nel 1947, alle prime elezioni libere per l’elezione dell’Assemblea Regionale, vinse il “Blocco del Popolo”. Con la strage di Portella delle G…