COMUNICATO STAMPA
Terni, 26 febbraio 2019 –La Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati ha svolto oggi i sopralluoghi in provincia di Terni.
La missione della Commissione è cominciata con il sopralluogo alla discarica Le Crete di Orvieto per rifiuti non pericolosi e fanghi. Inizialmente approvata nel 1995, la discarica è stata più volte ampliata: nel 2018 è stato autorizzato l’ampliamento per un volume totale di 3,5 milioni di metri cubi. Il sito, come evidenziato già nella relazione finale della Commissione Ecomafie della scorsa legislatura, «è stata oggetto di un’indagine che non è approdata a risultati processuali a causa dell’intervenuta prescrizione dei reati nel 2011».
Dopo il sopralluogo alla discarica Le Crete, la Commissione si è spostata all’area del Sito di interesse nazionale per le bonifiche di Terni. L’area si estende per 655 ettari, dove però il processo di bonifica risulta concluso solo per il 28% dei suoli e il 2% delle falde. «I processi industriali delle aziende che nel corso degli anni hanno svolto le loro attività nella zona sono ovviamente correlati alle contaminazioni riscontrate dall'Arpa mediante apposite indagini ambientali, nella città e nelle aree limitrofe. Nei terreni, sono presenti contaminazioni da cromo totale, cadmio, nichel, rame, zinco, arsenico, Pcb, idrocarburi, mentre in falda da dicloroetano, nichel, cromoVI, manganese, zinco, solfati e tetracloroetilene», si legge nella relazione inviata dall’Arpa Umbria alla Commissione.
Il sopralluogo al Sin è cominciato dall’area degli ex stabilimenti elettrochimici di Papigno, dove l’attività produttiva è andata avanti fino al 1972. Nell’area sono stati rilevati superamenti di Pcb e idrocarburi. Nell’area della discarica e degli stabilimenti di Papigno, il Comune deve condurre indagini integrative sulla natura delle contaminazioni, chieste dal ministero dell’Ambiente ma non ancora effettuate. La delegazione della Commissione ha poi effettuato un sopralluogo nello stabilimento delle acciaierie Ast: nell’area è stata rinvenuta una contaminazione da cromo esavalente dell’acqua di falda. In particolare, secondo quanto comunicato alla Commissione dal ministero dell’Ambiente, in un piezometro Arpa Umbria ha rilevato «valori molto elevati dei contaminanti anche di tre ordini di grandezza superiori alla Csc», cioè le soglie di legge.
La delegazione della Commissione ha infine visitato la discarica di Valle, dove, secondo quanto comunicato da Ast, vengono smaltite ogni anno 450mila tonnellate di rifiuti, tra scorie di produzione (320mila tonnellate) e fanghi di depurazione pericolosi, con un orizzonte di vita di ancora sette anni. Nell’area, secondo quanto comunicato da Arpa Umbria alla Commissione, «è stata realizzata la messa in sicurezza permanente della vecchia discarica esercita prima degli anni '80. L'attuale abbancamento dei rifiuti interessa l'area su cui sono stati effettuati gli interventi di messa in sicurezza». Sotto la discarica passa la galleria Tescino della superstrada Terni-Rieti: qui, sia durante la realizzazione che durante l'esercizio nella galleria è affiorata acqua sotterranea risultata contaminata da metalli pesanti e nitrati. «Anas e Ast hanno realizzato i lavori di messa in sicurezza d'emergenza consistenti in collettamento e invio delle acque affioranti contaminate ad un impianto di pretrattamento per la rimozione del cromo VI, e successivo invio all'impianto Dorroliver di Ast (impianto di trattamento di percolato e ceneri AST)», ha scritto alla Commissione Arpa Umbria.
«Oggi attraverso i sopralluoghi abbiamo cercato di avere un primo quadro dello stato ambientale nell’area di Terni. Nonostante sia meno conosciuta per le criticità ambientali rispetto ad altri poli industriali del Paese, Terni ha molti problemi da risolvere su questo fronte, con diverse aree da bonificare per le quali non è stato ancora neanche realizzata una caratterizzazione per accertare la natura dell’inquinamento. L’obiettivo della Commissione è accendere un faro sulla città e comprendere i motivi e i responsabili di violazioni, lentezze e inadempienze», ha dichiarato il presidente della Commissione Ecomafie Stefano Vignaroli.
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